Il numero di Novembre di Spaziodi Magazine è in linea
Obama in Asia fa tappa a Pechino |

Vi sembra giusto che ogni mattina devo andare in giro per ospedali? mi sta crescendo la barba rossa. Oggi per stancare il mio nemico il signor Glaucoma, mi sono vendicata! dopo ultimate le visite, ho fatto 5 km a piedi per tornare a casa.
Glaucoma- Scusa Principessa, perché all'andata abbiamo preso il taxi e adesso mi fai fare tutta questa strada?
Principessa- Caro amico, visto che per colpa tua non posso andare sul "Piccolo Tibet" e nei boschi, che pensi che io mi arrendo? adesso cammina e falla finita.
Glaucoma-. Vabbè! ma fermati devo riprendere fiato, mi sento stanco! prendiamo qualcosa al bar?
Principessa- Ma che ti sei impazzito? Adesso, posso solo farti vedere “Villa Torlonia” ci sono tanti alberi e uccelli che cantano.
Glaucoma- Non m'interessano queste cose, io preferisco la luce spenta.
Principessa- A ne non interessano i tuoi desideri! ti sei chiesto, se a me piaceva averti come amico, visto che sei fastidioso e cattivo?
Glaucoma- Lo so, hai perfettamente ragione, scusami! cercherò di darti poco fastidio, anzi troviamo un accordo, se tu ti fermi, io vado più lento.
Principessa- non m'interessano i ricatti, adesso ci volevi anche tu a sconvolgermi la vita, io pensavo di essere uscita dal tunnel delle tasse appena pochi giorni or sono, tu bussi alla mia porta senza chiedere permesso e pretendi di cambiare la mia vita, non ci sto! io seguiterò a fare tutto quello che facevo prima. Comunque se vuoi ti accontento, questa sera non ti faccio vedere la TV e non ti porto al cinema, ti chiudo in grotta, non c'è la luce e si sta freschi,così ti vengono i reumatismi alle ossa.
Glaucoma- ti prego! resterò in silenzio vicino a te! non lasciarmi solo ho paura.
Principessa-adesso cominci a ragionare, ti faro ascoltare un autolibro.
Glaucoma- cos'è l'autolibro?
Principessa- E' un libro che si ascolta, metterò la stanza al buio così sei contento, accenderò il CD e insieme ci trasferiremo con la fantasia, in un paese lontano a "Kabul" e faremo volare gli aquiloni colorati insieme a degli amici Hassan e Amir.
Glaucoma- Perché cerchi sempre gli aquiloni?
Principessa- Da bambina, quando vedevo gli uccelli e i gabbiani a fiume, desideravo volare con loro e quando l'aquilone è trasportato dalle correnti del vento e sento il filo che mi tira, ho la sensazione di volare anche io.
Glaucoma- Deve essere una bella sensazione volare, cercherò di meritare la tua fiducia, smetterò di farti lacrimare gli occhi, così insieme possiamo andare sul 'Piccolo Tibet' e faremo volare i tuoi aquiloni colorati.
Principessa-Adesso sei un vero amico, vedrai che ti farò vedere tante belle cose, che nel tuo buio non hai mai visto. Franca Bassi
Immagini di franca - Piccolo Tibet "I miei aquiloni colorati"

Immagine di franca "Margherita"
Cari amici, oggi per passare il tempo visto che non potevo andare ai miei boschi, ho fatto questa margherita per voi. Il centro è una torta di mele cotogne bagnata con il profumo del bergamotto, fatto per me dalla fata Mina bosco di Ceglie. Nel mio studio oggi c'è un buon profumo.
Non posso rimandare
Questa mattina ho provato ad uscire
ma dopo poco ho desiderato tornare indietro.
La luce mi disturba
sarà effetto della cura non so!
Davanti allo schermo dopo un po'
gli occhi mi lacrimano
e devo abbandonare la scrittura.
Guardo il mio studio e penso
quanti anni mi sono fermata tra queste pareti?
troppi...troppi!
Adesso che avevo deciso di evadere
dagli arresti domiciliari
devo ancora rimandare ancora non posso!
Qualche giorno fa...
ha bussato alla mia porta il signor Glaucoma!
Non lo conoscevo si è presentato
mi ha spaventato poi si è seduto alla mia scrivania
Ogni mattina lo guardo non mi spaventa più
ci parlo le dico:
“Non mi fermerò lotterò fino a scacciare
le tenebre dalla mia vita non mi fermerai!”.
Ringrazio Dio per avermi donato ancora la luce.
franca bassi
Immagine di franca "Trullo fatato"
Il mio trullo
Quando c'è la bruma
anche il mio trullo sparisce.
Il sole appare di un colore triste
poi piano piano la bruma
come per magia sparisce
il mio trullo e il sole
si colorano e io sono felice.
franca bassi
Cari amici, non fate come me! Siccome vedevo bene e non ho mai avuto fastidio agli occhi, non mi sono fatta visitare spesso, non conoscevo le insidie che si nascondono dietro un occhio sano. Mi ricordo, anni indietro ho fatto una visita e stavo bene. Non ho più ripetuto il controllo, nessuno mi aveva avvisato che anche senza sintomi l'accertamento andava rifatto, per colpa di questa cattiva informazione stavo per diventare cieca. Il Glaucoma non ti avvisa, stacca la luce e non ci si vede più. Vi metto questo filmato che vi aiuterà a comprendere. I nostri occhi sono importanti, conserviamo la nostra luce.franca
http://www.farmacoecura.it/occhi/glaucoma-allocchio-sintomi-e-cura/
In Attesa del numero di Novembre di Spaziodi Magazine:
FATTI & OPINIONI
07/11/2009
Banca del Mezzogiorno, un nuovo carrozzone politico?
Privata o pubblica? Affidata alla capillarità delle Poste, ma potrà essere efficiente? A cosa può servire così?
di Giacomo Nigro............ ![]()
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É durato un solo giorno il giallo di Carlo Venturelli, il giovane "smemorato" ricoverato nel reparto di psichiatria dell'ospedale San Gerardo di Monza. Sono stati alcuni cugini e la madre a riconoscere il ragazzo e a chiamare l'ospedale dopo che i medici monzesi avevano lanciato l'allarme diffondendo numeri di telefono affinché attraverso qualche testimonianza si potesse dare un nome allo smemorato e aiutarlo ad uscire dallo stato di amnesia in cui era precipitato.
IL RACCONTO AI MEDICI Il giallo si era aperto nel pomeriggio. Carlo (ma si pensava che il nome fosse Giulio) aveva raccontato ai medici di percorrere abitualmente in bici la tratta tra Concorezzo, grosso centro alle porte di Milano, e Cremona, ma di non ricordare nient'altro. Da questo particolare è stata avanzata l'ipotesi che l'uomo, da alcuni giorni ricoverato nel reparto di psichiatria dell' ospedale San Gerardo di Monza, potesse abitare in Brianza ed essere un ciclista dilettante. L'ultimo smemorato che nel 2005 occupò le pagine di cronaca risultò una bufala. Il giovane biondo rintracciato nel 2005 per le strade di Sheerness, località del Kent in Inghilterra, e denominato 'Piano man' per la sua bravura nel suonare il piano, aveva architettato una clamorosa messa in scena. Per mesi non proferì una parola, si limitò a disegnare un pianoforte e portato davanti allo strumento iniziò a suonare. Vennero avviate ricerche anche nelle orchestre, arrivarono segnalazioni anche dall'Italia poi si scoprì che era una bufala. Ma il caso più clamoroso di un uomo che perde la memoria è quello dello smemorato di Collegno che risale addirittura al 1926 ma che ha ispirato anche recentemente il cinema. Proprio quest'anno la Rai, con una mini serie, ha ricostruito la vicenda dell'uomo senza memoria per il quale si aprì un caso giudiziario e negli anni '60 anche Totò era stato protagonista di un film parodia sulla vicenda. Si trattava del professore Giulio Canella, disperso durante la Prima guerra mondiale o di Mario Bruneri, tipografo torinese nato nel 1886, anarchico che viveva senza fissa dimora, e ricercato dal 1922 per via di alcune condanne per truffa e lesioni? Solo nel 1931 la Corte di Cassazione a sezioni unite stabilì che lo smemorato era l'anarchico Bruneri che viveva senza fissa dimora. Sul giudizio pesò il voto del presidente che, su richiesta della figlia di Canella chiese 3 giorni in più di camera di consiglio per riesaminare le prove. L'allora ministro della giustizia Alfredo Rocco però gli rispose: «Non le concedo nemmeno un'ora. Chiudiamo subito questa buffonata». Eppure, a distanza di decenni, il caso Bruneri-Canella resta vivo e quando una persona non ricorda qualche cosa, per scherzo, viene apostrofato come lo smemorato di Collegno. I medici di Monza si augurano che l'uomo che hanno in cura venga al più presto identificato al fine di sottoporlo alla cura necessaria per fargli recuperare la memoria, quindi la sua vita.
(1975)
Davanti alla scuola tanta gente
otto e venti, prima campana
"e spegni quella sigaretta"
e migliaia di gambe e di occhiali
di corsa sulle scale.
Le otto e mezza tutti in piedi
il presidente, la croce e il professore
che ti legge sempre la stessa storia
sullo stesso libro, nello stesso modo,
con le stesse parole da quarant'anni di onesta professione.
Ma le domande non hanno mai avuto
una risposta chiara.
E la Divina Commedia, sempre più commedia
al punto che ancora oggi io non so
se Dante era un uomo libero, un fallito o un servo di partito.
Ma Paolo e Francesca, quelli io me li ricordo bene
perché, ditemi, chi non si è mai innamorato
di quella del primo banco,
la più carina, la più cretina,
cretino tu, che rideva sempre
proprio quando il tuo amore aveva le stesse parole,
gli stessi respiri del libro che leggevi di nascosto
sotto il banco.
Mezzogiorno, tutto scompare,
"avanti! tutti al bar".
Dove Nietsche e Marx si davano la mano
e parlavano insieme dell'ultima festa
e del vestito nuovo, fatto apposta
e sempre di quella ragazza che filava tutti (meno che te)
e le assemblee e i cineforum i dibattiti
mai concessi allora
e le fughe vigliacche davanti al cancello
e le botte nel cortile e nel corridoio,
primi vagiti di un '68
ancora lungo da venire e troppo breve, da dimenticare!
E il tuo impegno che cresceva sempre più forte in te...
"Compagno di scuola, compagno di niente
ti sei salvato dal fumo delle barricate?
Compagno di scuola, compagno per niente
ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?